Ypsilon. Un'incognita nel tempo

 

 

     

 

     " Qualcosa di alieno è entrato nella mia vita e travalica la realtà...         

              Comincio a credere che la mia coscienza sia appartenuta a  un'epoca

               diversa, a un mondo che oggi non esiste più"

 

 

 

 

 

Ypsilon, è' stato il mio primo romanzo, nato quasi per caso sull’onda dell’emozione di fatti narratimi da un caro amico che dopo tanti anni di amicizia mi narrava quasi casualmente quello che si portava dentro da una vita. L’esperienza di Giorgio (è un nome fittizio perché lui vuole rimanere nell’anonimato più assoluto) e il  racconto della sua esperienza dolorosa, mi ha spinto a scrivere questo romanzo quasi che potessi dare a  lui un riscatto temporale nei riguardi della storia. Giorgio mi ha narrato in piena buona fede di vivere ricordi di un’altra vita. Egli si vedeva sulle mura della città di Costantinopoli ( l'odierna Istanbul), nei giorni precedenti la caduta  sotto l’assedio dei turchi di Maometto II. Quello che più mi ha colpito ascoltandolo è stata l’enorme sofferenza che quest’uomo portava dentro anche in questa vita per la perdita di quella città così amata, e la sofferenza acuta per l’impotenza di fronte alla catastrofe e al saccheggio subìto. E i morti! I tanti morti tra i suoi compagni e tra la popolazione inerme. Giorgio si portava dentro il rimpianto di un qualcosa che si era compiuto il 29 maggio 1453.

 In una ricerca che lo aveva accompagnato per tutta la vita, aveva studiato testi e libri di storia dove si raccontava che la città era caduta sotto i colpi di cannone dei turchi assedianti. Ma lui no, era convinto che così non fosse e continuava a ripetermi che c'era una porta, che lui  ricordava, una porta rimasta aperta.   Lui stesso però era sconcertato da questo ricordo perché non aveva elementi reali per affermare quel che ricordava. Ha fatto anche il nome di un comandante genovese, certo Giustiniani, che era accorso con i suoi in aiuto della città ed era rimasto ferito negli scontri da una dardo penetrato sotto la cotta di maglia di ferro all’attaccatura dell’ascella.  Io continuavo a prendere appunti e a scrivere Ypsilon amalgamando la sua realtà alla mia fantasia attenendomi alle sue affermazioni e a fatti storici reali. Qualche mese dopo chiedendo in libreria ulteriori testi su Costantinopoli siamo venuti a conoscenza che proprio in quei giorni venivano pubblicati alcuni libri di cronache dell’epoca finalmente tradotti dal greco. Li abbiamo acquistati subito alla ricerca di verifiche su quello che avevo scritto. Ebbene finalmente la verità era sotto i nostri occhi. I turchi erano riusciti a passare da un piccola porta denominata: Kercoporta ( proprio quella che lui ricordava),  che tramite un cunicolo portava entro la cinta di mura interne della città, e che per una svista era rimasta aperta. I turchi erano così penetrati prendendo alle spalle i soldati e l’imperatore Costantino, uccidendoli, e aprendo la Porta San Romano al resto dell’esercito turco che invadeva e saccheggiava la città. Giustiniani il capitano genovese era stato ferito e portato via dai suoi per nave prima dell’assalto finale.

Quello che ora leggevo in quei libri, che era storia documentata e cronaca dell’epoca, sparivano nell’anonimato di fronte alla realtà così vera dei fatti narratimi da Giorgio,  di fronte  alla sua descrizione delle armi usate, degli abiti, delle atmosfere di disperazione di quegli ultimi momenti, tutti i dejavù di cui mi aveva narrato  in precedenza, e tutto quello che ormai : ero convinta, aveva realmente vissuto e che io come in una trance mediatica  avevo rivissuto insieme a lui scrivendo Ypsilon:  la storia tra reale e fantastico di chi ormai ne ero certa era stato lì proprio in quel momento.

Il romanzo ha vinto la prima edizione del concorso letterario Mondolibro 1999. E stato selezionato per il premio letterario Scanno 2000. Giorgio ha ancora tutti i suoi ricordi e quando rilegge il mio romanzo o il suo(?), ancora l’angoscia lo prende  anche se "Ypsilon. Un’incognita nel tempo" ha operato una certa catarsi che gli ha dato sollievo. A me è rimasto lo sconcerto per aver scritto un romanzo in meno di tre mesi con una frenesia ed una partecipazione spirituale totale come se non avessi aspettato altro nella vita che scrivere quel testo. la soddisfazione di esserci riuscita e la particolarità di un'esperienza che resterà per sempre nella mia anima.

"Solo l'amore ci può dare il migliore dei mondi in cui vivere"

A Dino che con la sua testimonianza fede e amore ,

ha reso un sogno realtà

 

I  ringraziamenti e la  dedica a mio marito (prezioso consulente storico)

I disegni della copertina sono di Arianna Bonamore, pittrice e disegnatrice.

L'elaborazione al computer è mia.

I miei romanzi sono editi da   SERARCANGELI  EDITORE   e sono reperibili nelle

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