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Il tempo è sempre stato uno dei misteri dell’universo. Da sempre l’essere umano si è chiesto che cosa sia questa entità che permea la sua esistenza. Il tempo è tiranno, si usa dire, e forse è proprio vero.
Va avanti inesorabile e ci permette solo di percepirlo in modo relativistico, e non mi riferisco al grande scienziato Einstein, ma solo della relatività con cui percepiamo il “nostro” scorrere del tempo. Potrei fare quasi uno schema delle varie età in relazione al tempo: da giovani ci sembra che esso non passi mai, che sia lento come una lumaca e si fermi quasi sui nostri affanni adolescenziali come a volerci far riflettere meglio sul corso degli eventi. Ogni esperienza è nuova e strabiliante e degna di essere ricordata. Poi quando si è adulti, il tempo sembra correre più veloce, ed è il momento in cui, messe le basi del nostro futuro, gli eventi si susseguono a ritmo serrato: il lavoro, crearsi una posizione, ci si crea una famiglia, arrivano i figli da aiutare a crescere, ed il tempo corre, gl’impegni ci travolgono e sembra quasi di non aver modo di afferrare tutto quel che accade. Poi in età più matura, quando in genere abbiamo realizzato la nostra vita, tiriamo le somme e ci accorgiamo che il tempo è volato, dieci anni diventano un attimo e più si va a vanti e più sembra che il tempo scorra veloce, si ricordano solo gli eventi più significativi e sembra che quasi si dimentichi il resto, fino a quando, alla fine dei nostri giorni, sembra che la vita sia passata con un soffio, ma quante cose abbiamo fatto, quante persone abbiamo conosciuto, quanti sogni abbiamo realizzato oppure solo sognato mentre il tempo proseguiva insieme a noi. Un momento di piacere è volato via in un batter d’occhio, un dolore profondo sembrava non finire mai. Il tempo va avanti e non ci aspetta, alla fine ci supera pure e ci da solo modo di dire: ti ricordi? Ed è già passato. In tanti hanno cercato di descrivere questo fenomeno: le religioni, gli scienziati: matematici, fisici, filosofi. Scrittori hanno ipotizzato di poter tornare indietro nel tempo immaginando paradossi inesplicabili. Tutti cercano di descrivere il meccanismo di questo fenomeno.
Due grandi correnti per descrivere a grandi linee la concezione di un fenomeno che è e rimarrà sempre un mistero, il tempo è così concepito: tempo “Lineare” e “Circolare”.
Il Tempo Circolare è prerogativa di antiche civiltà ed anche di alcune tradizioni orientali. Nel tempo ciclico tutto si ripete, gli eventi, i personaggi; viene visto come una ruota che gira su se stessa.
Il tempo
circolare, da chi lo vive può essere visto come una retta, come ad esempio noi
che stiam
o sulla terra rotonda non concepiamo la sua rotondità. Il tempo
circolare ha nel suo interno altri cicli più brevi, il ciclo delle stagioni, la
precessione, la nascita la vita la morte, i cicli storici. L’avvento dell’Impero
Romano e la sua caduta, il Medioevo. Il ciclo della precessione degli equinozi,
è la ciclicità delle stagioni. Tutto si ripete
In questo contesto di tempo s’inserisce la visione buddista, che nella reincarnazione vede la rinascita continua dello spirito la cui crescita ed evoluzione si affina di vita in vita, e ad ogni rinascita deve riparare gli errori della vita precedente fino ad arrivare alla purezza ed alla fine raggiunge il nirvana, o annullamento.
Il Tempo Lineare è una freccia che inevitabilmente corre
verso il futuro. È una concezione tipica
dell’ebraismo e della cristianità, e tutto si rifà
all’esistenza di Dio, è Lui che ha creato il mondo ed il mondo corre verso
l’apocalisse a cui tutti ci dobbiamo preparare come evento finale della
creazione. Nasce da qui l’idea di progresso e di
evoluzione della vita che acquista un senso ed un fine nell’idea religiosa che
la vita e l’uomo abbiano una meta ed un senso rivelati nel Cristianesimo. Anche
nel tempo lineare ci sono dei cicli, le stagioni che si ripetono, i corsi e
ricorsi storici, particolari eventi e forme di pensiero nella nostra storia che
va avanti, ma anche nella banalità del quotidiano vediamo tornare in auge mode
che ormai erano cadute in disuso, noi stessi siamo la rappresentazione di tempo
lineare, nasciamo cresciamo, procreiamo, invecchiamo e moriamo, e così è stato e
così sarà per in nostri figli fino alla fine di tutto.