da "Continuum. Ritorno al prossimo mare."

 

 

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II

 

 

prima del tempo... SamaS...

 

Mi   hanno chiuso...

Il respiro risuona forte.

Ho   paura...

Devo calmarmi, riprendere il controllo...

Sbarro gli occhi.

Tenebra.  Nero totale.

Mi hanno dato una droga Una qualche  droga. Ne sento il sapore amaro in gola e il bruciore  nelle viscere.

Un tremito mi scuote.

Oddio!

E' per il viaggio!  Sicuro!

Non possono lasciarmi morire cosìMi faranno uscire...

Il corpo bagnato di sudore. Tremiti mi scuotono tuttoPoi un' onda calda mi sommerge. Ho paura! Sto per soffocare. I polmoni contratti alla ricerca d'aria. Devo cercare di aprire.

Maledetti!  Maledetti!

Annaspo con le unghie sul soffitto della mia bara, si spezzano e gocce di sangue mi colano sul viso, si mischiano a lacrime di disperazione...

- Noooo!  Vi prego! Soffoco!  Aprite!  Aprite!

Mi tappo le orecchie, assordato dalla mia stessa voce.

Tu- tump!  Tu- tump!  Tu- Tump!

Il sangue che scorre veloce e rimbomba nelle orecchie.

Le gambe  incontrollate scalciano verso il coperchio ma è sigillato.

Le mani, i gomiti battono forte.

- Aprite!  Aprite vi prego, vi scongiuro.  Fatemi respirare ancora. Mi manca l'aria. Un nodo mi serra la gola riarsa.

Mi prendo la faccia e affondo le unghie spezzate, affilate come rasoi, e mi squarcio la pelle.

Il dolore m'annebbia ma è un attimo. L' onda di terrore riprende il sopravvento mi strappo i capelli, a ciocche li getto sopra di me. Mi mordo la lingua e sento il sapore del sangue.

Ancora dolore per non sentire il terrore che mi travolge.

Mi graffio addosso con ancora più forza e scuoto la testa, a destra e a sinistra mugolando come

un animale ferito.

E grido ancora più forte.  Nessuno ascolta... non c'è nessuno...

Lacrime salate sul viso, sulle mani.

Vi prego...

Le ginocchia tra le braccia squassato dai singhiozzi.

Sepolto vivo.

SfinitoNon mi sento più.

Gli occhi serrati a non vedere il buio.

Il cervello ritratto davanti a tanto orrore.

 S’ insinua nelle pieghe della mente... un vago bagliore.

Sussulto!

La luce qui, dietro agli occhi s' allarga.  S'allarga sempre più.

Dischiudo le palpebre temendo che sparisca.  No è un punto sopra di me.  Forse è vero…

La mistura fa effetto!

Fisso quel punto e gli atomi della pietra s'allargano.  Maglie di una rete sempre più vicina più

ampia.

 

Rilasso il corpo provato.

La bara ora è piena di me. L’ inglobo, trabocco all'esterno.

Posso sentire le vibrazioni atomiche della materia di cui è composta

Elettroni fluorescenti disegnano strade di luce.

Atomi vorticano intorno nella cella.  La occupo tutta.

La Piras!  La forma perfetta.

Come liquido in eccesso la riempio con la mia essenza. L'assorbo trasudo da essa. Mi spando all'intorno.

Le linee della grata.  Un battito di ciglia e circondo il pianeta.

 

"Oh Dio è bellissimo!"

 

Infinito nero e la terra!

Azzurro! Bianco! Blu! Verde!

Un'altra vibrazione accompagna le frequenze che si snodano:

" E' il canto della materia"

La musica dentro di me,  intorno a me,  ora ha parole!

"Io!”  Conosco le parole del canto.

 

Son pietra. Son foglia.

sono acqua di mare

la cellula amorfa

che evolve e si scinde!

Pesce ed ameba.

Son tigre che azzanna la preda

e preda che sfugge al suo cacciatore.

Embrione incosciente

e donna che porta la vita.

Un uomo che medita piano

un contadino.

La terra e suoi semi.

Son vento che sfiora i nevai

sole che scalda il mondo

biosfera e racchiudo la vita

nana bianca, supernova!

Onda gravitazionale

e tengo l'universo.

Fuoco al centro di una stella

e sono la terra!

Passato presente futuro e oltre

Io sono  "Tutto"

 

La mente ancora più oltre e un'enorme cerchio cangiante s' increspa e si liscia. Scorre.

Tutto ruota e rimbomba potente

Tu  tump!  Tu  tump!  Tu  tump!  Tu tump!  Tu tump!

Il ritmo lento del passo del tempo.

E di nuovo nelle sue pieghe un risucchio e ne vengo assorbito. Pensieri confusi. Sensazioni reali.

Vita!  Migliaia di menti mi sfiorano

bramosia,  avidità,  lussuria. Ira,  odio e amore.

 

 

Un timore più grande affiora su tutto, l' angoscia e il terrore di essere un attimo per poi  non esistere più e finire in un nulla.

E’  l' umanità tutta che annaspa nella paura dell' oblio eterno.

E sono travolto,  risucchiato. Compresso di nuovo. 

Contrarsi di fasci nervosi  e prepotente  un  suono antico nelle vene. 

Tu tump  Tu tump  Tu tump Tu tump Tu tump  Tu tump…

 

 

 

SamaS

 

 

 

Un rollìo s'impadronisce del pavimento e lo scuote.  M'aggrappo al divano per non cadere.

Cadono marmi dal soffitto. Corro verso la porta e mi giro. Per Antonos è troppo tardi, giace tra la polvere e le lastre cadute.

Apro.

Gente ammassata verso le uscite si calpesta e si assale. Altri per terra sotto i detriti. Occhi spalancati, lussuose vesti e tuniche bianche su cui sbocciano fiori di sangue.

Un'altra scossa più forte ed un intera parete si crepa e si spacca verso l'esterno. Una via di fuga...

Devo uscire da qui.  Fuori alzo gli occhi al cielo e una delle due lune è più grande e più rossa.

Via per la china che dalla collina porta al mare. Fiumi di gente si spandono intorno. Si cercano. Torce improvvisate squarciano il buio. La terra continua a tremare. Scivolo, m'aggrappo ai rami bassi. Alberi si divelgono e con le pietre e i massi rotolano in basso. Rovino giù con loro tra zolle tiepide senza riuscire a fermarmi.

Finalmente la strada. Spaccata, crepata, esplosa. Gente che corre intorno urlando il proprio terrore. La luna s’allarga, occupa metà del cielo sopra a me. Fuggo da quella parte... scivolo in un fosso umido e cado con la faccia nell'acqua stagnante. Intontito dall'urto, la faccia piena di fango M'aggrappo alla parete ma è molle e sguscia tra le dita. Non faccio presa, riscivolo giù. Sono terrorizzato. Morirò qui.

Tu-tump tu-tump tu-tump, il sangue che batte nelle tempie. Punto i piedi. Una radice tra le dita, m'isso ce l'ho fatta! Corro sputando fango.

Il ponte. Devo raggiungere il ponte prima che sia annientato e fuso dal calore.

Massi incandescenti e lava fusa hanno preso il posto dell'acqua. Il calore è insopportabile.

I primi che arrivano cadono giù spinti dagli altri. Qualcuno si ritrae e torna indietro. Devo passare dall'altra parte. Mi butto un lembo di stoffa sui capelli e prendo fiato. Ora... Corro, corro mentre l'aria mi brucia i polmoni. Corro mentre sento i capelli strinati dal calore e gli occhi riarsi dietro le palpebre socchiuse. Corro, corro. Sono dall'altra parte. Non mi fermo. Un rombo alle spalle: il ponte s'è fuso. La terra crepata continua a tremare. Zolle si sollevano sotto i piedi. Crateri fumanti, soffioni mi sfiorano.

La banchina! Il mare s'è ritirato, non c’è più.

Salsedine e puzza di marcio mi riempiono la gola, il naso. C'è puzza come una fogna a cielo aperto. Tutto s'è rivoltato,  rimescolato. Il fondo è venuto a galla. Manca poco ormai.

           " Samas  Samas... più a est!!  Più a est!  Ti stiano aspettando..."

Torno indietro dalla parte opposta. Seguo il bordo di marmo che contornava il mare. Mi fermo e guardo più lontano.

La luna più piccola è un gigante mostruoso che occupa quasi tutto l'orizzonte. Sanguigna, cattiva. Cala a vista d'occhio. I bordi infiammati tremolano.

Scende Dio mio!!!  Ancora più velocemente con intorno le strie di mille meteore. Sto pietrificato, affascinato da quell'orrore. Una esaltazione perversa non mi permette di staccare gli occhi.

Ed ecco!!

Affoga nel mare rosso sangue. L'altra bianca, in alto, resta immota.

Mi giro verso la città. Alle sue spalle la grande montagna esplode con un boato che assorda il mondo in una fantasmagorica colonna di fuoco che in pochi istanti arriva alle stelle.  Si apre come un mostruoso fiore che ricade giù.  Illumina i palazzi, le ville, i tetti dorati della città e il monte è solo la bocca di cratere!  Iniziano a scendere torrenti di lava. Getti di vapore e fuoco sbottano ovunque sul territorio.

Mi muovo verso est...

Eccoli. Eccoli!  Il faro mentale agganciato. Lo seguo.

 

 

Si alza il vento. Forte. Il fischio assordante riempie il mondo. Devo piegarmi per proseguire mentre tutto comincia a volare nell'aria sopra a me: natanti, tronchi. Corpi roteano come burattini impazziti. Arranco a testa bassa gli occhi lagrimosi. Rasente il suolo.

Eccoli! Sono loro s'avvicinano. La sfera di salvataggio.

- Presto!  Presto!

Una mano si sporge: l'afferro.  Un salto e sono dentro. Lo sportello si chiude con un tonfo alle mie spalle. Mi butto sul sedile. Il fiato corto. Lego la cintura. Ci muoviamo!

Improvvisa una luce più forte, abbacinante, riempie la cabina. Mio Dio, cos'è? Mi afferro ai braccioli. Non capisco! Ma è il sole!! Un'alba repentina illumina il mondo ed è di nuovo buio. E continua... continua! E albe e tramonti si susseguono sempre più veloci.

L'universo è impazzito!

La luna cadendo ha scalzato il pianeta e il colpo di frusta dell'asse sta provocando il mostruoso, spaventoso, innaturale fenomeno.  La terra si scuote da ovest ad est. Il cielo sembra cadere.

Non stacco gli occhi affascinato e orripilato insieme. E nell'incubo intermittente arriva l'onda. Gigantesca enorme. Alta come il mondo. E’ il mare, che scacciato già dalla marea anomala, torna a riprendere il suo posto.

L'acqua come spinta dal basso si gonfia, ci porta più su e siamo sommersi.  L'unità di salvataggio

rotola    per un po' con noi dentro, torna indietro, poi si stabilizza e cominciamo a salire, a salire per un tempo infinito fin sulla vetta di quella montagna d'acqua mentre la mia terra si gonfia, tra il ribollire di schiuma che si rovescia sulla terra di nuovo. Si getta nei crateri appena          creatisi facendoli esplodere con ancora più forza. La spuma bianca si tinge del colore del sangue e sparata in alto riflette il fuoco che divora tutto.

L'isola si gonfia, sembra arrivare al cielo ed esplode in un unico soffione proiettata nell'infinito.

Chiudo forte gli occhi. Le orecchie tappate per non sentire.

L'unità curva bruscamente nel tentativo di cambiare rotta ed è sballottata dalle onde in mezzo alla catastrofe che ancora imperversa.

Ci dirigiamo verso il punto dove dovremmo intercettare l'Archa.

Stringo i pugni e li batto forte sui braccioli. La mente si spacca sotto l'urto del grido disperato di milioni di menti che stanno finendo.

ODDIO!!!  ODDIO!!!  Stanno morendo tutti. Inghiottiti dalla terra. Bruciati dalla lava sopraffatti dal mare ed io non posso nulla se non sentire la loro morte.

NO!!!  NOOO!!!  NOOOOO!!  Mio Dio. Non ce la faccio. Non sopporto più...

Digrigno i denti, mi mordo le labbra fino a sentire il sapore del sangue e urlo tutta la mia rabbia  lacrime scendono senza ritegno. I muscoli tesi allo spasimo scossi da convulsioni.

Il mondo!!... Il mio mondo patria degli Dei non esiste più. Spazzato via per sempre.  Non ci sarà ritorno in nessun luogo conosciuto... a nessuna casa... a nessun amore.

Niente, più niente sarà come prima. Non ci sarà più niente...

Quanto dolore può sopportare un’ anima?

E l'urlo infinito ch'è in me copre il rumore di tutte le cose.

BASTA!!!

Basta! ...

basta!...

La mente si svuota.

M' accasciato sul sedile. Sfinito... molle. I muscoli inerti.

La mente si ritrae. Annichilita. Sopraffatta da tanto orrore.

E il buio mi avvolge…