
Amo questa nostra strada
larga e i suoi alberi ai lati. I tronchi maculati di scuro e d’argento e gli
altissimi rami protesi verso il cielo. Nudi. In questo autunno. Amo uscire e
camminare tra le foglie secche e brunite che invadono tutto. Ci passo in mezzo e
scalcio con indifferenza per non mostrare me adulta fare un gioco da bambini. E
mentre il passo complice affonda nei cumuli.
Il rumore smuove qualcosa
nella mente. Il rumore di foglie spezzettate, dilaniate, lanciate più in là. Ed
ecco! ritorni in mente tu, amore mio. Ricordi? Le foglie ricoprono già tutto di
nuovo, e tu non sei qui.
Le foglie cumulano sotto il bordo del marciapiede dove le ha spinte il vento, là dove trovano l’ostacolo insormontabile dello scalino ormai grigio di travertino che impedisce loro di scivolare più lontano. S’ammassano alla base dei muri dei palazzi e intorno ai fanali. Ricoprono i tombini e le soglie dei portoni, colorano di giallo e di castano più chiaro e più scuro tutto il selciato. Ricordi, amore mio? Camminavamo in mezzo prima che un vento più forte le trascinasse lontano per sempre. Ricordi il crocchiolìo delle foglie secche sotto i nostri passi? M’aggrappavo al tuo braccio, e insieme le fendevamo per sentire lo spezzettìo risuonare nell’aria già frizzante e netta. Sopra tra gli alti rami nudi e ormai spogli, finalmente visibile, il cielo azzurro intenso come non lo è mai in altri periodi dell’anno e qualche bioccolo di nube candida. Il vento di tramontana gela il viso e mi stringo nella giacca amore mio, le mani nelle tasche non trovano di che aggrapparsi: Tu, non ci sei. Cammino contro i primi refoli freddi che staccano le ultime foglie che mulinano intorno, il vento scompiglia i capelli. Dove sei amore mio?
L’autunno è di nuovo già qui e tu non torni. Vola il mio pensiero per te, vola come le nostre stagioni, come i nostri anni lontani e le parole mai dette; i sorrisi e gli sguardi pùdichi, lo sfiorarsi delle mani; volano i pensieri amor mio, e volano col vento i miei ricordi.
Amore mio…